La guerra era finita.
Nessun sopravvissuto.
Noi eravamo finiti, neanche iniziati.
Consapevolezze di fiele.
E ora guardami.
“E quando avrai finito,
tra miliardi di anni,
tra le ere dei nostri sguardi,
io sarò ancora qui, in piedi.
Ad aspettarti.”


Sara Mascia, 17.



«Se sai aspettare, l’amore torna.»

Anonimo sussurra: Solo nel tuo blog sto trovando la pace... Scrivi quello che non riesco a dire, scrivi in breve quello che siamo state io e lei.. mi fai venire i brividi

E tu li fai venire a me.
Quando vuoi, quando ne hai bisogno, sono qua. Ti aspetto.

“E alla fine si riduce tutto ad un cenno del capo, un “ciao” strozzato.
(E chissà se adesso starai parlando di me.)”
Sara Mascia / polveristellari

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Questa sono io.
Mi piacerebbe davvero vedervi.
Un abbraccio. ❤

“E alla fine si riduce tutto ad un cenno del capo, un “ciao” strozzato.
(E chissà se adesso starai parlando di me.)”
Sara Mascia / polveristellari

Sai, non voglio qualcuno, qualcun altro.
Qualcuno senza il colore dei tuoi occhi, che ai miei “ti amo” non risponda esattamente come fai tu, qualcuno senza la forma dei tuoi sorrisi, il tuo modo di ridere o - soltanto - quello di camminare, qualcuno che non mi abbia fatto soffrire almeno quanto hai fatto tu.
E non importano tutte le volte in cui sei tornato, i nostri anniversari, non importa che tu dica di amarmi (e il mio amarti esattamente allo stesso modo e, contemporaneamente, un po’ di più.)
Non riuscirei a vivere, amare qualcun altro, avendo vissuto, avendo amato te.

our-paramour sussurra: Sei di una delicatezza infinita.

transparentblueyes sussurra: Ogni volta leggerti mette i brividi, sei una meraviglia Sara. Il nuovo tema è di una delicatezza e una poesia che ti si addice tanto.

milleprimaverepassate sussurra: Mi sono dimenticata di raccontarti una cosa. Ad agosto ero con una mia amica, scorrevo la sua galleria sul telefono ed ho notato che aveva una foto con un tuo scritto. Le ho detto che ti conosco. Lei ha sorriso e ha detto "che fortuna".

Sai, sono le 23:00.
Dovrei ripassare, andare a dormire, puntare la sveglia.
E invece sono in vestaglia, con i capelli bagnati, affacciata al balcone.
Le stelle sono belle viste da qui.
Ma ti penso, ti penso e mi torturo, mi tormento,
«possiamo essere più stupidi di così?»
E più che dirtelo che ti amo, più che urlartelo a chilometri di distanza,
te lo scrivo qua - perché io sono il tipo di persona che l’amore non te lo sa dire, non te lo sa mostrare, non te lo sa dare e tu mi conosci, ma tu lo sai.
E niente, non ti chiedo, non ti dico nulla, cerco la nostra stella.
«Ti amo.»

“Caro lettore, è così che si parte, è così che non si va’ più via.
Pensa, magari, un giorno ti senti diversa.
Pensa, magari, fissi le stelle al soffitto, socchiudi la finestra, ti avvolgi e coccoli tra i respiri caldi intrappolati dalle lenzuola, tra le luci soffuse delle strade di città.
Tu dove sei?
Caro lettore di queste parole vuote, prive di respiro, ho letto centinaia di libri, vissuto migliaia di vite.
Migliaia di storie, senza trovarmi, scoprirmi mai.
Mi sono cercata ovunque, tra le pagine, tra le cellule, tra osservazioni al microscopio e quelle ad un cielo stellato, sul mappamondo, in una fotografia.
Senza riconoscermi, ritrovarmi mai.
Poi, magari, un giorno ti svegli e inizi a scrivere.
Poi, magari, un giorno ti svegli e inizi a scriverti, a vivere.
E poi ti trovi, e io mi trovo vicino, dentro te.
Tra le ultime pagine della mia moleskine, tra frasi alternate, lunghissimi elenchi, malinconie.
E poi, magari, pensi che è passato un anno, che mancano ancora 7 giorni, metti che sembra una vita, che amarti è semplice e complicato, come noi.
Proprio come noi.
Poi, magari, metti che sembra un passato solo un giorno, che siamo ancora timidi, piccoli e veri, nel primo giorno della nostra prima superiore.
Metti che siamo al nostro primo bacio, metti che non smetto di ridere, che ti amo davvero, ti amo di più.
Il mio sempre sei tu.
polveristellari | metti che chi ama non sfugge più.
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